Le ultime dall’ospedale Gemelli su Vittorio Sgarbi, ricoverato da circa due settimane. La speranza per il critico d’arte.
Vittorio Sgarbi è ancora ricoverato in terapia intensiva al Policlinico Gemelli di Roma, ma nelle ultime ore è arrivato un segnale che lascia intravedere una possibile ripresa. Al netto del duro comunicato in merito alle fake news sul conto dell’uomo, pare che il critico d’arte, 74 anni, abbia ricominciato a parlare dopo alcuni giorni durante i quali, in seguito alla tracheostomia, sarebbe riuscito a comunicare soltanto attraverso gli occhi e i gesti.

Vittorio Sgarbi: la situazione in ospedale
Sgarbi, come detto, è ricoverato nella struttura romana dal 30 settembre, quando è arrivato in ospedale per una grave insufficienza respiratoria provocata da una polmonite. L’ex sottosegretario alla Cultura si trova ancora nel reparto di Terapia intensiva e necessita del supporto della ventilazione. Nell’ultimo bollettino medico, i sanitari hanno comunicato che è stato sottoposto a una tracheostomia percutanea, necessaria perché non è ancora in grado di fare a meno dell’assistenza respiratoria.
A riferire il primo segnale di ripresa è stato l’inviato della trasmissione La Vita in Diretta, nel corso della puntata del 14 ottobre. Secondo quanto riportato, il critico d’arte è tornato a pronunciare alcune parole dopo l’intervento. Un cambiamento ancora limitato, che arriva in una fase delicata del ricovero e mentre le persone a lui vicine continuano a seguire con apprensione l’evoluzione del quadro clinico. La compagna di Sgarbi, Sabrina Colle, a La Vita in diretta ha fatto sapere che Vittorio “è stabile, reagisce e parla con un filo di voce“.
La visita ricevuta dal critico d’arte
Nei giorni scorsi, al Gemelli è arrivato anche Stefano Papetti, direttore dei Musei civici e amico di lunga data del critico. Dal racconto dell’incontro, riportato da Il Resto del Carlino, è emerso anche il peso della sofferenza psicologica che Sgarbi starebbe attraversando, oltre alle difficoltà legate alla malattia.
Secondo quanto riferito da Papetti dopo la visita, il disagio personale avrebbe avuto ripercussioni sulle condizioni generali del critico. A incidere sul suo equilibrio sarebbero state anche le vicende giudiziarie e la successiva uscita dal governo, passaggi descritti come particolarmente difficili sul piano personale.